Radiatori d’arredo Antrax It, design e sostenibilità

Radiatori d’arredo Antrax It, design e sostenibilità

Da Antrax It arriva una proposta d’arredo sostenibile e attenta al recupero dei materiali utilizzati a fine vita: l’azienda trevigiana, nata alla fine degli anni ’90, propone una nuova concezione di calore domestico, abbinando l’attenzione al design con la tutela dell’ambiente e la riciclabilità dei materiali utilizzati nel suo processo produttivo.

Da qui nasce una sensibilità produttiva che ha portato Antrax It a realizzare soluzioni riscaldanti – radiatori e caminetti per il riscaldamento residenziale e contract – che vanno oltre la loro funzione specifica per trasformarsi in elementi che arredano generando benessere abitativo.

I radiatori Antrax It generano calore sostenibile, ma cosa significa esattamente? Lo abbiamo chiesto all’azienda. Tutti i radiatori Antrax It, in alluminio o in acciaio al carbonio, sono riciclabili al 100% e sono stati progettati per coniugare la massima efficienza termica alla migliore qualità del riscaldamento, con un ridotto consumo di acqua e un sistema di assemblaggio brevettato per massimizzare la resa.

Dietro il loro design accurato – firmato, tra gli altri, da Piero Lissoni, Matteo Thun & Partner, Victor Vasilev, Marc Sadler, Daniel Libeskind – c’è l’esperienza acquisita e la volontà dell’azienda di porsi come una realtà industriale dotata di tecnologie pensate per raggiungere un obiettivo green. Le vernici che utilizzate sono chimiche o avete posto attenzione anche su quel dettaglio? Tecnicamente non si fa uso di vernici, neppure di vernici ad acqua. La verniciatura – anche se si chiama così – dei prodotti avviene mediante un processo di polimerizzazione che consiste nell’applicazione di polveri termoindurenti in resine poliesteri, dallo spessore variabile dai 90 ai 130 micron e successivamente cotte in forno a una temperatura controllata di 200°C.

La verniciatura dei prodotti avviene all’interno dello stabilimento, in un’area di oltre 1.500 mq. L’azienda non fa uso di solventi che possano essere nocivi per l’ambiente o per le persone. Per rispondere alla sua domanda… sì e no: si usano soluzioni sicuramente più green e sicure rispetto alle normali verniciature, ma non si usano a oggi colorazioni 100% green, come per esempio pigmenti naturali, anche per garantire un effetto duraturo e sicuro nel tempo, la non corrosione (soprattutto nell’ambiente bagno) e per non limitare l’efficienza termica degli elementi. Tutta l’energia che vi serve deriva dal vostro impianto fotovoltaico? Un buon 70% viene soddisfatto dall’impianto fotovoltaico.

L’impianto è integrato nella particolare copertura a shed in grado di produrre oltre 240.000 kwh/annui. La copertura a shed garantisce un’inclinazione ottimale dei pannelli fotovoltaici e nel contempo la massima luminosità all’interno dell’azienda, contribuendo in modo importante alla riduzione dell’uso di illuminazione artificiale, che viene garantita da un impianto che si autoregola in funzione del fabbisogno di luce. Grazie all’impianto fotovoltaico, Antrax It contribuisce alla salvaguardia dell’ambiente abbattendo l’immissione di CO2 nell’atmosfera, a differenza dell’energia proveniente dalla rete che, per buona parte, si ottiene ancora oggi con metodi impattanti.

Usate soluzioni di accumulo? No, al momento Antrax It non impiega soluzioni d’accumulo. Antrax It utilizza un trattamento basato sulle nanotecnologie per smaltire i residui inquinanti delle lavorazioni; di cosa si tratta e in che modo permette di ridurre il vostro impatto ambientale? Durante la fase di verniciatura i prodotti vengono appositamente trattati con nanotecnologie per aumentare la protezione alla corrosione e migliorarne la qualità, la resistenza e la durevolezza. Antrax It è stata la prima azienda europea nel settore dei radiatori a fare uso delle nanotecnologie nei processi di trattamento prima della verniciatura.

Le nanotecnologie, agiscono come un “aggrappante”, rendendo la superficie idonea per il deposito delle polveri di verniciatura; le nanotecnologie, quindi, semplificano e ottimizzano la fase di verniciatura con polveri, evitando residui di produzione e in particolare il deposito di fanghi che, periodicamente, costringono le aziende a pulizie di fondo e conseguente essiccamento dei residui, con smaltimento in appositi siti per lo stoccaggio di rifiuti tossici.

L’impiego delle nanotecnologie evita completamente l’utilizzo, dunque elimina dal processo produttivo, fosfati, metalli pesanti, nitriti e nitrati. Quindi a monte, grazie a questa innovazione, gli elementi tossici e difficili da smaltire non vengono usati.

Fonte:greenplanner.it