Arredare con Modrian, a tutto colore

Arredare con Modrian, a tutto colore

Come introdurre in modo armonico arredi e complementi effetto Mondrian, per commemorare il rigore geometrico e cromatico delle opere del famoso pittore.

Pittore olandese della prima metà del Novecento, fondatore della corrente De Stijl (il neoplasticismo), Piet Mondrian è conosciuto per i suoi quadri astratti, con rigide composizioni geometriche scandite da righe nere perpendicolari tra loro che delimitano campiture bianche o nei colori primari giallo, rosso, blu.

Uno stile diventato internazionalmente famoso e preso come riferimento decorativo dalla moda e dal settore dell’arredamento, a partire dalla sua applicazione tridimensionale nell’iconica seduta 635 Red and Blue disegnata da Gerrit T. Rietveld nel 1918 e ancora oggi prodotta da Cassina per il suo catalogo I Maestri.

Le declinazioni delle tinte forti di Mondrian su arredi e oggetti sono ormai molteplici, ma il loro inserimento in un ambiente già con un suo proprio stile definito può risultare complicato. A meno che non si opti per un total look estraniante, capace di ricreare una sorta di quadro in tre dimensioni in cui entrare e vivere.

Ecco allora qualche consiglio per riuscire a far convivere elementi e finiture dal taglio neoplasticista con il resto dell’arredamento.

Se si opta per una carta da parati in stile Mondrian, meglio posarla su una sola parete della stanza: quella più rilevante dal punto di vista compositivo, che faccia da fondo ad arredi di stampo minimale come quello dei quadri del pittore, ma con significativi tocchi cromatici in una delle loro nuance primarie. Una libreria dalla esile struttura metallica nera con cassetti o contenitori laccati, il rivestimento tessile di una singola seduta importante, la decorazione superficiale di un grande vaso o di una lampada da tavolo, la finitura di una madia o di un mobile basso, la testiera del letto… Magari proprio nella tinta Classic Blue che secondo Pantone sarà quella che meglio rappresenterà il 2020.

Particolarmente felice l’inserimento di un pezzo iconico – come appunto la poltrona di Rietveld –, che per la sua riconoscibilità e l’aspetto senza tempo può armonizzarsi con ogni stile, da quello più classico al contemporaneo. Trasformandosi nell’opera unica protagonista, catalizzatrice degli sguardi e dell’interesse. Perfetta sia in una stanza dai toni chiari, in cui illuminazione e materiali circostanti sfumano la loro presenza per esaltarne forma e colore, sia in ambientazioni dal carattere più notturno, in cui possa spiccare la sua personalità quasi emergendo dall’oscurità.

Nessun problema anche in presenza di un arredamento tradizionale, magari con aggiunta di antiquariato: la contemporaneità entra in assonanza con il passato, esaltando nel contempo il suo rigore avanguardista e l’importanza del raffinato lavoro artigianale dell’intorno.

Per tutto il resto – complementi, accessori, stoviglie, tessili… – in stile Mondrian può valere la regola della parsimonia: non esagerare con la ripetizione del motivo decorativo, focalizzandosi su un singolo elemento posizionato in modo strategico nella stanza. Uno specchio o un oggetto funzionale su una parete chiara di per sé poco espressiva, una tenda o un tappeto in un ambiente povero di carattere che si voglia dinamizzare con il colore, un soprammobile o una lampada a focalizzare un angolo spento, una decorazione superficiale adesiva applicata su un mobile da rinnovare magari nella stanza dei ragazzi o nello studio.

attenzione alla scelta dei colori da abbinare: rosso e giallo vanno bene per la zona giorno e la cucina, blu e nero meglio in quella notte o nelle stanze da bagno.

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